Albireo.Beta Cygni

Jun 21
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Scirocco (incipit de “I delitti di via Medina-Sidonia”, Santo Piazzese, Sellerio Editore, Palermo)

“…le Breton, le Breton…, non fu lui a dire che una storia ordinata dovrebbe cominciare con la nascita del protagonista? Nel mio caso, scordatevelo. Non solo perchè non è detto che sia io il protagonista di questa storia. Ma anche per evitare soprassalti a un paio di persone che paventavano quella parte del mio diario di bordo che ho scritto dopo avere caricato con il succo di limone la mia Omas della cresima.

Se proprio vi serve un protagonista, beh, diciamo che è il tempo, inteso come weather, of course. Prima di tutto perché sono un meteoropatico terminale. Ma anche perché, tutto sommato, la storia comincia con una sciroccata, che del tempo atmosferico è contemporaneamente la parte dramma e la parte commedia. Forse che Dio, quando soffiò la vita in un Adamo di creta, non la soffiò da sud-est? Così lo scirocco nacque prima di Adamo. La Genesi non ne fa cenno: era troppo ovvio.

E se non lo capite al tramonto, quando l’aria è ferma, né calda né fresca, e vi si drizzano i peli delle braccia, e sembrano crepitare, se non badate ai rumori, che vi arrivano da più lontano, se non vi dice niente il colore viola delle montagne e l’oro che cola dalle pietre della cattedrale, se ignorate le bordate rosso rubino che il sole vi spara da dietro le guglie di San Domenico, se proprio non lo capite che sta arrivando, allora vuol dire che siete forestieri. Non che sia grave. Voi non ne avete colpa. Ognuno vive dove può. Ma il giorno dopo, per voi, sarà l’inferno, il rogo, l’apocalisse. Lo scirocco d’Africa vi colpirà duro. Non vi darà respiro.”

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